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Sabir Gourmanderie: un peccato definirlo ‘solo’ un semplice ristorante

Un luogo unico, una casa delle eccellenze siciliane, un posto dove il gusto si coniuga con il design: stiamo parlando di “Sabir Gourmanderie”, il ristorante dello chef di fama nazionale Seby Sorbello che ha voluto dedicare un incontro speciale ad amici della stampa e a produttori per presentare la nuova stagione di un posto che è riduttivo definire solo ristorante.

Incastonato all’interno del Parco dei Principi a Zafferana Etnea, il gioiello di Seby rappresenta la sua nuova scommessa enogastronomica, creata con la mamma, l’imprenditrice e albergatrice Enza Cutuli.

All’interno si percorre un viaggio dei sensi che porta il cliente a scoprire i sapori dell’Etna ma anche le sue tradizioni, i suoi colori, i suoi frutti, le sue meraviglie. Che sono poi abilmente spiegate dallo stesso Seby e dalla meravigliosa squadra che lo affianca.

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Perché da Sabir Gourmanderie nulla è lasciato al caso: e lo notiamo dall’aperitivo che ci viene offerto appena arrivati alla cura di ogni minimo particolare che si traduce in piatti unici dal sapore incantevole, capaci di rapire i sensi.

Piatti a cui si affianca una scelta di vini di altrettanto pregio: non è un caso, infatti, che il locale sia stato, ad appena un anno e mezzo dalla sua creazione, segnalato da diverse Guide regionali e nazionali, tra cui la Guida Michelin.

Il menù – dedicato a noi giornalisti – è stato aperto con un Finto Panino che guarda da Occidente ad Oriente.

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Ogni piatto, poi, anche nel nome ha indicato la poesia da cui è nato e tutta l’ispirazione che una terra come il vulcano può dare, senza mai dimenticare il totale rispetto delle materie prime e la ricercata qualità dei prodotti utilizzati, rispettando la loro stagionalità. Abbiamo proseguito con Futura Memoria: un crudo di pesce, gambero, scampo e cernia, servito con una insalatina di lattuga, mauro (l’alga tipica delle coste catanesi) e crudo di asparagi selvatici, cioccolato modicano, cialda di cappero di Pantelleria e salsa alla mandorla. Per proseguire, poi, con Gambero Rosso di Mazara, scottato, servito su una dadolata di ortaggi leggermente profumata al timo con fonduta di Ragusano Dop al tartufo e scaglie di tartufo dell’Etna. Polpettine di ricciola al sugo di carne e pesce accompagnate con un soffio di patate e una bottarga di uovo. Triglia nel giardino dell’Etna: è uno dei piatti preferiti dallo chef, con filetti di triglia cotti in crosta di tumminia, serviti con una crema di melanzana bianca agli agrumi con datterino candito, favette e verdure di campo spontanee e fiori di zucca. Omaggio alla neve: è invece un piatto di mezzo, tra i più recenti, che lo chef ha creato durante un pomeriggio di questo inverno rigido sull’Etna, volendo rappresentare un paesaggio innevato con un gelato ai fiori di rosmarino, come se fosse neve, che imbianca la pietra lavica ben rappresentata da una cialda di riso venere che imbianca la vegetazione con la cannatedda, verdura spontanea che nasce sul vulcano. Rigatoni: hanno conquistato i commensali, perché serviti con una carrettiera di datterino, una quenelle di tartarre di scorfano alla cannella e una polpa di ricci e salsa di prezzemolo di vigna. Pesce: tranci di dentice all’agghiata, che è una salsa povera fatta con aglio e menta, piatto accompagnato con una spuma di mandorle e verdure di campo spontanee. Il pre-dessert, infine, è stato rappresentato dal Pinzimonio, ormai un piatto quasi tradizionale nel menù di Seby Sorbello, fatto con lamelle di finocchio all’olio evo, granita di sedano ed una estrazione di carote d’Ispica. Dolce: zuppetta di frutta con ravioletto con cannella e miele e zabaione all’arancia rossa. A chiudere ufficialmente la cena è stata la Piccola Pasticceria: geli alla cannella, iris secondo la tradizione catanese, torrone con mandorla pizzuta di Avola, pralina di cioccolato al rum, gelo di cioccolato modicano.

La serata, sia sul fronte degli ospiti e commensali che su quello dei prodotti del vulcano, è stata arricchita dalla presenza di alcuni produttori di vino dell’Etna, che hanno piacevolmente abbinato i loro vini ai piatti realizzati dallo chef. Si è trattato di Vigneti Vecchio, Palmento Costanzo, Tenuta Moganazzi. Le etichette sono state egregiamente presentate e servite dal sommelier di “Sabir Gourmanderie”, Mauro Cutuli, che ha aperto e chiuso la cena anche con due etichette di saké: ad apertura, quello pregiato di Shochu Kyushu, e a chiusura, Heiwa Shuzu Yuzu Saké.

Come ha sottolineato lo Chef Seby Sorbello, ringraziando gli ospiti, è fondamentale avere a propria disposizione il supporto impeccabile di una brigata di sala ed una di cucina, in grado di lavorare con la stessa attenzione e dedizione con cui lavora un cuoco. Da qui il ringraziamento alla Sala, con Gianni Bella e Giuseppe Fichera, e alla Cucina, con Riccardo Laganà, Enrico Lavernier, Carmelo Giardina, Angela Arceri, Carlo Coronati, Carmelo Pulvirenti, Calogero Latino.

Sarah Donzuso

fotoservizio Vincenzo Musumeci

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