Cronaca

Il fuoco: la Sporca Guerra di Henri Barbusse

Dietro le Quinte

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di Giuseppe Floriano Bonanno.

Una sconfinata distesa di campi di grano punteggiati dal rosso dei papaveri (coquelicots), nessun rilievo a frangerne la monotonia, se non qualche leggera increspatura del terreno qua e là, ed un cielo che, illuminato dal sole, è di un azzurro terso ed intenso come raramente si può vedere altrove. Ma, anche, appena un giorno dopo, una sconfinata, lugubre, distesa incolore in cui la terra si fonde con il cielo cupo, grigio e soffocato da minacciose nuvole nere pronte a scatenare pioggia a secchiate per ore. Queste le due facce della stessa medaglia di una qualsiasi zona dell’Alta Somme, in cui mi sono ritrovato l’estate scorsa, scenario bucolico ed infernale allo stesso tempo, involontario protagonista di una delle più grandi tragedie del XX secolo: la Grande Guerra.

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