Cronaca

LA FRAGILITÀ DELLO STIVALE E L’ASSENZA DI PREVENZIONE

Voci di Città

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di Gabriele Mirabella.

Ore 3,36 di una calda notte di fine estate, la terra trema lungo la dorsale appenninica in un piccolo lembo che unisce Lazio, Marche e Abruzzo. All’improvviso la natura si risveglia e mostra il suo lato più crudele e spietato, inghiottendo vite umane e fabbricati nel giro di una dozzina di secondi. Ciò che rimane dopo la sciame sismico è soltanto un cumulo di macerie e di detriti disseminati lungo le strade di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto. Si tratta di scene già viste fin troppe volte, dal Belice al Friuli, passando per l’Irpinia, L’Aquila e l’entroterra emiliano.

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